Cosa fa

Le buone pratiche di sicurezza di WordPress, un interruttore per ognuna.

Stato

  • La prima scheda dice cosa è protetto e cosa no, in quattro riquadri (interruttori, accesso e utenti, server, file e configurazione): righe verdi, gialle o rosse, ognuna con il link al rimedio.
  • Controlla le protezioni consigliate spente, l'editor dei file, il limite ai tentativi, gli amministratori senza secondo fattore, i nomi utente prevedibili come «admin», HTTPS, gli header di sicurezza, le regole .htaccess, le versioni esposte nelle risposte, la versione di PHP contro le date di fine supporto, gli aggiornamenti di WordPress, plugin e temi, i permessi dei file e il debug.
  • Header, regole .htaccess e log di debug si verificano con richieste che il sito fa a se stesso; «Controlla di nuovo» ripete il controllo.
  • Tutto spento all'attivazione: il sito non cambia finché non lo decidi. «Applica le impostazioni consigliate» accende le protezioni adatte a quasi tutti i siti.

Protezioni

  • Commenti spenti (nascosti, non cancellati), pingback e trackback fermati in entrambe le direzioni.
  • Editor dei file di temi e plugin spento; se vuoi, blocco delle installazioni e degli aggiornamenti dalla bacheca, con gli aggiornamenti automatici che continuano. Con il blocco acceso le pagine Plugin, Temi e Aggiornamenti dicono perché mancano i pulsanti, quanti aggiornamenti sono in attesa e come installarli.
  • XML-RPC spento: xmlrpc.php risponde 403, con l'avviso per chi usa Jetpack.
  • Versione di WordPress nascosta da intestazione, feed e indirizzi dei file; link RSD, Windows Live Writer e shortlink tolti.
  • Utenti nascosti ai visitatori: niente nomi utente da /?author=1, dalla REST API, dalla sitemap degli autori e dagli embed.

Accesso

  • Limite ai tentativi di accesso falliti: dopo 5 tentativi in 15 minuti l'indirizzo IP è bloccato per 30 minuti (soglie e durata si cambiano), sulla pagina di accesso, su XML-RPC e sulle Application Password; blocco di un giorno dopo tre blocchi in 24 ore.
  • Indirizzi e intervalli mai bloccati, con il pulsante «Aggiungi il mio indirizzo IP».
  • Sito dietro Cloudflare o un proxy: l'indirizzo vero si legge solo dagli intervalli di Cloudflare o dai proxy fidati, e un pannello mostra cosa vede il plugin con ogni scelta.
  • Messaggi di errore generici all'accesso e nel recupero password, Application Password spegnibili, REST API solo per chi ha fatto l'accesso con i namespace da lasciare aperti (moduli, negozi).

Due fattori

  • Dopo la password, il codice a sei cifre di un'app di autenticazione (Google Authenticator, Aegis, 1Password e simili): si attiva dal profilo in tre passi, con il QR disegnato dal plugin stesso, senza servizi esterni.
  • Dieci codici di emergenza monouso, «ricorda questo dispositivo» per i giorni scelti, codice via email come alternativa facoltativa.
  • Obbligatorio per i ruoli scelti (gli amministratori, di serie) con un periodo di grazia; i segreti sono cifrati nel database.
  • Vie d'uscita: reset da un altro amministratore nella lista utenti, comando WP-CLI, costante in wp-config.php. Se un altro plugin gestisce già il secondo fattore, la scheda chiede quale usare: uno solo per sito.

Header HTTP

  • Un interruttore per header: X-Content-Type-Options, X-Frame-Options con frame-ancestors (gli embed degli articoli restano liberi), Referrer-Policy, Permissions-Policy, Strict-Transport-Security sui siti HTTPS, upgrade-insecure-requests, X-Powered-By tolto.
  • Una Content Security Policy tua, in «solo segnalazione» o «applicata», con i rapporti dei browser nel registro degli eventi.
  • Un header già inviato dal server o da un altro plugin viene lasciato a loro e segnalato accanto all'interruttore.
  • Il pannello mostra gli header che un visitatore riceve davvero dalla home e chi li invia, con l'avviso se le risposte dicono le versioni di Apache e PHP.

Regole .htaccess

  • Su Apache e LiteSpeed, tre regole: niente PHP dalla cartella degli upload, niente elenco delle cartelle, niente download dei file sensibili (wp-config.php, readme.html, license.txt, file di log, di backup e SQL, file nascosti).
  • Scritte in un blocco marcato del .htaccess, senza toccare quello di WordPress e degli altri plugin, con l'anteprima prima del salvataggio.
  • Dopo la scrittura il plugin le verifica con richieste al sito; se la home risponde con un errore il blocco viene tolto subito.
  • Spegnere gli interruttori, disattivare o eliminare il plugin toglie il blocco. Su nginx le regole si mostrano da copiare nella configurazione del server.

Registro e notifiche

  • Accessi falliti, blocchi e sblocchi, amministratori da indirizzi nuovi, nuovi amministratori, plugin e temi installati, attivati o eliminati, eventi del secondo fattore, rapporti della Content Security Policy: in una tabella del plugin, con filtri.
  • Gli indirizzi bloccati adesso, con il pulsante «Sblocca»; pulizia automatica dopo i giorni scelti.
  • Notifiche email per tipo di evento, all'amministratore o a un indirizzo scelto; durante un attacco gli eventi dello stesso tipo escono insieme in un'email riassuntiva. Pulsante per l'email di prova.

Strumenti

  • Esportazione di tutte le impostazioni in un file JSON, con versione del plugin, data e indirizzo del sito: una copia di sicurezza, o un punto di partenza per un altro sito.
  • Importazione in due passi: si carica il file, si vede cosa cambierebbe impostazione per impostazione (sul sito e nel file) e si conferma. Le chiavi sconosciute vengono ignorate ed elencate, ogni valore passa per i limiti del suo campo.
  • Le impostazioni legate al sito (proxy, indirizzi dei proxy, IP mai bloccati) sono una parte a sé, spenta di default quando il file viene da un altro sito: un proxy sbagliato bloccherebbe tutti.
  • Anche da WP-CLI, con la stessa anteprima e la conferma. L'importazione resta nel registro, con il sito di origine e le impostazioni cambiate.

Assistenza

  • Nella scheda Informazioni, «Chiedi assistenza» apre il modulo contatti di questo sito già compilato: nome del plugin come oggetto e i dati del sito nel messaggio (versioni di plugin, WordPress e PHP, tema, lingua, protezioni accese, proxy).
  • Il messaggio è in italiano se la bacheca è in italiano, in inglese negli altri casi: resta solo da descrivere il problema, e si può allegare uno screenshot.
  • Non parte nulla finché non premi Invia sul modulo; gli stessi dati si copiano anche con un tasto.

Reversibile

  • Ogni interruttore lavora con gli hook di WordPress: spegnendolo, o disattivando il plugin, il sito torna com'era. Eliminando il plugin spariscono anche le sue opzioni, il registro e i blocchi .htaccess.
  • Se ti chiudi fuori, blocchi e secondo fattore si sospendono con una costante in wp-config.php, o da WP-CLI.
  • Convive con Wordfence 9.0: hook diversi, nessun conflitto; da tenere un solo limite ai tentativi e un solo secondo fattore.
  • Italiano e inglese inclusi. Nessuna dipendenza esterna: TOTP, codici QR e cifratura sono nel plugin.

Assistenza

Il plugin arriva insieme all'assistenza.

Lobbit Hardening è lo strumento; il servizio è quello che faccio io sul tuo sito WordPress, con il plugin incluso. Tre formule, da sole o una dopo l'altra: si parte dal controllo, si continua con la configurazione e, se vuoi, con il monitoraggio nel tempo.

Controllo di sicurezza

Una verifica del sito così com'è, con un elenco di cose da sistemare in ordine di priorità.

  • WordPress, plugin e temi: versioni, aggiornamenti in sospeso, componenti abbandonati o superflui.
  • Utenti e accessi: amministratori, nomi utente prevedibili, password, secondo fattore.
  • Hosting: HTTPS, versione di PHP, header di sicurezza, file esposti, permessi, backup.
  • La scheda Stato del plugin è il punto di partenza; il resto lo guardo a mano.

Il risultato è un documento con le priorità e, per ogni punto, cosa fare.

Installazione e configurazione

Installo il plugin e lo configuro con te, interruttore per interruttore, in base a come viene usato il sito.

  • Le impostazioni consigliate, e una scelta ragionata su quelle che hanno un prezzo: XML-RPC con Jetpack, REST API con moduli e negozi, commenti, Application Password.
  • Secondo fattore per gli amministratori, con i codici di emergenza e le vie d'uscita spiegate.
  • Header HTTP e regole .htaccess verificati sul sito vero; indirizzo IP corretto dietro Cloudflare o un proxy; notifiche a chi deve riceverle.
  • Convivenza con Wordfence o con gli altri plugin di sicurezza già presenti.

Alla consegna, le istruzioni per gestirlo da soli.

Monitoraggio

Un controllo periodico, per non lasciare il sito fermo a com'era il giorno della configurazione.

  • Aggiornamenti di WordPress, plugin e temi; versione di PHP e date di fine supporto.
  • Lettura del registro e delle notifiche: blocchi, accessi da indirizzi nuovi, nuovi amministratori, rapporti della Content Security Policy.
  • Nuove versioni del plugin e nuove protezioni, applicate con le stesse scelte.
  • Intervento quando serve: sblocchi, reset del secondo fattore, un plugin che smette di funzionare.

Formula continuativa, con la frequenza concordata.

Il plugin viene con il servizio. Non lo scarichi: lo trovi installato e configurato sul tuo sito, con licenza GPL, e resta tuo anche se il servizio finisce. Scrivimi dal modulo in fondo alla pagina: ti rispondo con un preventivo in base al sito e alla formula.

Le licenze a pagamento dei plugin Lobbit seguono i Termini e condizioni di vendita.

Schermate

Come si presenta in WordPress.

La scheda Stato con dodici cose da guardare, prima delle impostazioni consigliate
La scheda Stato prima: dodici cose da guardare, con il rimedio accanto a ognuna.
La scheda Stato dopo le impostazioni consigliate, con otto cose da guardare
Dopo «Applica le impostazioni consigliate»: restano le cose che il plugin non può fare da solo.
La scheda Protezioni con gli interruttori per commenti, editor dei file e XML-RPC
Protezioni: ogni interruttore spiegato, con l'avviso quando ha un prezzo.
La scheda Accesso con il limite ai tentativi falliti, le soglie e gli indirizzi mai bloccati
Accesso: limite ai tentativi con soglie, durata del blocco e indirizzi mai bloccati.
La scheda Due fattori con i ruoli obbligati, il periodo di grazia e il dispositivo ricordato
Due fattori: obbligo per ruolo, periodo di grazia, dispositivo ricordato.
La scheda Server con un interruttore per ogni header HTTP di sicurezza
Server: un interruttore per header, con il valore da scegliere dove serve.
Il pannello con gli header che un visitatore riceve dalla home e chi li invia
Il pannello: gli header che un visitatore riceve davvero, e chi li invia.
Le regole .htaccess con l'anteprima del blocco che verrà scritto
Regole .htaccess, con l'anteprima del blocco prima del salvataggio.
La pagina del codice dopo la password, nello stile di WordPress
Il codice dopo la password, nello stile di WordPress.
L'attivazione del secondo fattore dal profilo, con il codice QR
Attivazione dal profilo: il QR lo disegna il plugin.
I dieci codici di emergenza mostrati dopo l'attivazione
I dieci codici di emergenza, mostrati una volta sola.
La scheda Registro con gli indirizzi bloccati adesso e la tabella degli eventi
Registro: gli indirizzi bloccati adesso, lo sblocco e gli eventi con i filtri.
Le schede Stato e Due fattori sul telefono
Sul telefono: Stato e Due fattori.
La scheda Strumenti con l'esportazione e l'importazione delle impostazioni
Strumenti: il file JSON da scaricare, e il file da controllare prima di importarlo.
L'anteprima di un'importazione da un altro sito: le impostazioni che cambiano e quelle legate al sito
Prima di importare: cosa cambia, impostazione per impostazione, con le impostazioni legate al sito a parte.

Come si usa

Dall'installazione alle impostazioni da conservare, in sei passi.

1. Installa e attiva

In WordPress vai su Plugin → Aggiungi nuovo → Carica plugin, scegli lo zip del plugin e attivalo. Nel menu compare la voce «Hardening», aperta sulla scheda Stato. Tutti gli interruttori sono spenti: il sito è come prima.

2. Leggi la scheda Stato

Le righe rosse e gialle dicono cosa manca e dove si rimedia. Alcune si risolvono con un interruttore del plugin; altre (HTTPS, un amministratore che si chiama «admin», la versione di PHP, i permessi dei file) si sistemano in WordPress o nell'hosting, e la scheda ti dice come.

3. Applica le impostazioni consigliate

Un pulsante accende le protezioni adatte a quasi tutti i siti. Poi passa in rassegna le altre: XML-RPC se usi Jetpack, REST API privata se il sito ha moduli o un negozio, commenti se li usi. Ogni interruttore dice cosa cambia prima che tu lo accenda.

4. Attiva il secondo fattore

Dal tuo profilo: inquadra il QR con l'app, scrivi il primo codice e salva i dieci codici di emergenza. Gli altri amministratori hanno il periodo di grazia per fare lo stesso; chi non lo fa, alla scadenza può aprire solo il profilo finché non completa l'attivazione.

5. Verifica Server, Registro e Notifiche

Nella scheda Server guarda il pannello degli header e l'anteprima delle regole .htaccess, poi salva: il plugin le verifica con richieste al sito. Accendi il registro e scegli gli eventi da ricevere per email, con l'email di prova per controllare che arrivino.

6. Conserva le impostazioni

Nella scheda Strumenti scarica il file JSON con tutte le impostazioni e tienilo con i backup. Su un altro sito caricalo, leggi l'anteprima di cosa cambia e importa: le impostazioni legate al sito (proxy e indirizzi) restano fuori finché non le spunti tu.

wp-config.php: le vie d'uscita e la chiave dei segreti

// Suspends the IP lockouts
define( 'LOBBIT_HARDENING_NO_LOCKOUT', true );

// Suspends the second factor
define( 'LOBBIT_HARDENING_NO_TWO_FACTOR', true );

// No writing of the .htaccess files (the rules are shown to copy by hand)
define( 'LOBBIT_HARDENING_NO_HTACCESS', true );

// Own key for the secrets of the second factor, to set before the users enable it
define( 'LOBBIT_HARDENING_KEY', '...' );

WP-CLI: il secondo fattore di un utente, le impostazioni

wp lobbit-hardening two-factor status <user>
wp lobbit-hardening two-factor reset <user>
wp lobbit-hardening settings export lobbit-hardening.json
wp lobbit-hardening settings import lobbit-hardening.json --dry-run

PHP: un plugin per il secondo fattore che il plugin non conosce

add_filter( 'lobbit_hardening_two_factor_plugins', function ( $found, $active ) {
	if ( in_array( 'my-2fa/my-2fa.php', $active, true ) ) {
		$found['my-2fa/my-2fa.php'] = 'My 2FA';
	}
	return $found;
}, 10, 2 );

PHP: l'indirizzo del visitatore, per un hosting che le impostazioni non coprono

add_filter( 'lobbit_hardening_client_ip', function ( $ip ) {
	// Only when every request really comes through that proxy
	return $_SERVER['HTTP_X_REAL_IP'] ?? $ip;
} );

Altro filtro: lobbit_hardening_two_factor_api_login, per decidere quali accessi da programma (XML-RPC, REST API) non hanno una pagina per il codice. Su nginx la scheda Server mostra i blocchi location da copiare nella configurazione del server.

Aggiornamenti. Le nuove versioni del plugin arrivano con l'assistenza, non dalla bacheca di WordPress: si caricano da Plugin → Aggiungi nuovo → Carica plugin e WordPress sostituisce la versione in uso conservando le impostazioni, il registro e i secondi fattori degli utenti.

Avvertenza. Il plugin riduce la superficie di attacco di WordPress, ma non sostituisce gli aggiornamenti, i backup e un hosting curato, e non è un firewall né un antivirus: per questo la scheda Stato ti dice anche ciò che va fatto fuori dal plugin.

Novità

Cosa è cambiato, versione per versione.

Le stesse voci del changelog del plugin, dalla versione più recente alla prima. Le nuove versioni arrivano con l'assistenza e si caricano da Plugin → Aggiungi nuovo → Carica plugin.

Versione 1.2 · 13 ottobre 2026

  • Con «Blocca installazioni e aggiornamenti dalla bacheca» acceso, le pagine Plugin, Temi e Aggiornamenti dicono che i pulsanti mancano per via di Hardening, quanti aggiornamenti sono in attesa (plugin, temi, WordPress) e come aggiornare: spegnere il blocco, aggiornare, riaccenderlo. Il pulsante porta dritto all'interruttore; l'avviso è giallo con aggiornamenti in attesa, azzurro senza, solo per gli amministratori, e non compare se il blocco viene da DISALLOW_FILE_MODS in wp-config.php. Prima quelle pagine mostravano le versioni nuove senza spiegare perché non si potevano installare.

Versione 1.1 · 12 ottobre 2026

  • Scheda Informazioni: il tasto «Chiedi assistenza» apre il modulo contatti di questo sito già compilato, con tipo di richiesta «Assistenza», il nome del plugin come oggetto e i dati del sito nel messaggio (indirizzo; versioni di plugin, WordPress e PHP; tema; lingua; plugin attivi; protezioni accese; proxy), in italiano se la bacheca è in italiano e in inglese negli altri casi. Resta solo da descrivere il problema; i dati viaggiano nel frammento dell'indirizzo, che il browser non manda al server, e non parte nulla finché non si preme Invia sul modulo.
  • Nuovo tasto Copia accanto al riquadro con i dati del sito, che ora mostra anche l'indirizzo del sito.

Versione 1.0 · 10 ottobre 2026

  • Nuova scheda Strumenti, tra Notifiche e Informazioni. Esportazione: un file JSON con la versione del plugin, la data, l'indirizzo del sito e tutte le impostazioni delle schede, come sono salvate. Fuori dal file, perché appartengono al sito: i secondi fattori degli utenti, il registro, lo stato delle regole .htaccess e la coda delle email.
  • Importazione in due passi: si carica il file, il plugin dice da che sito viene, quando e con che versione, poi mostra solo le impostazioni che cambiano, con il valore sul sito e quello nel file, e si conferma. Le impostazioni legate al sito (proxy, indirizzi dei proxy, IP mai bloccati) sono una parte a sé, spuntata di default solo se il file viene dallo stesso sito. Le chiavi sconosciute vengono ignorate ed elencate, ogni valore passa per i limiti del suo campo, un file di una versione più nuova viene rifiutato. L'importazione resta nel registro, con il sito di origine e le impostazioni cambiate.
  • WP-CLI: wp lobbit-hardening settings export e import, con la stessa tabella delle differenze e la conferma; da riga di comando il plugin non scrive il .htaccess e rimanda a «Controlla di nuovo» nella bacheca.
  • Accessibilità verificata (WCAG 2.2 A e AA) su tutte le schede, sull'anteprima dell'importazione, sulla sezione del profilo e sulla pagina del codice all'accesso. Da qui in avanti il plugin arriva con l'assistenza dal sito: la scheda Informazioni dice come arrivano gli aggiornamenti, da Plugin → Aggiungi nuovo → Carica plugin.

Versione 0.4 · 10 ottobre 2026

  • Header HTTP di sicurezza inviati dal plugin, un interruttore per header, nella nuova scheda Server: X-Content-Type-Options, X-Frame-Options con frame-ancestors (gli embed degli articoli restano liberi), Referrer-Policy, Permissions-Policy con il valore suggerito, Strict-Transport-Security e upgrade-insecure-requests solo sui siti HTTPS, una Content Security Policy tua in «solo segnalazione» o «applicata» con i rapporti dei browser nel registro, X-Powered-By tolto. Un header già inviato dal server o da un altro plugin viene lasciato a loro e segnalato accanto all'interruttore.
  • Pannello degli header: cosa riceve davvero un visitatore dalla home e chi lo invia, con l'avviso se le risposte dicono le versioni di Apache e PHP; «Controlla di nuovo» ripete il controllo.
  • Regole .htaccess su Apache e LiteSpeed, tre interruttori: niente PHP dalla cartella degli upload, niente elenco delle cartelle, niente download dei file sensibili. Scritte in un blocco marcato senza toccare quello di WordPress e degli altri plugin, con l'anteprima prima del salvataggio e la verifica con richieste al sito: se la home risponde con un errore il blocco viene tolto subito. Su nginx le regole si mostrano da copiare nella configurazione del server.
  • Scheda Stato, la prima: «N cose da guardare» e quattro riquadri con righe verdi, gialle o rosse e il link al rimedio: interruttori consigliati spenti, limite ai tentativi, amministratori senza secondo fattore, nomi utente prevedibili, HTTPS, header, regole .htaccess, versioni esposte, versione di PHP contro le date di fine supporto, aggiornamenti in sospeso, permessi dei file, debug.
  • «Applica le impostazioni consigliate» accende anche gli header e le tre regole .htaccess dove il plugin può scriverle: 26 protezioni in tutto.
  • La scheda Due fattori riconosce anche Really Simple Security, Security Optimizer di SiteGround e Defender: con uno di loro attivo l'utente non riceve più due richieste di codice senza avviso. Quando il secondo fattore è lasciato all'altro plugin, la scheda mostra solo la scelta.

Versione 0.3 · 10 ottobre 2026

  • Autenticazione a due fattori, nella nuova scheda Due fattori: dopo la password il codice a sei cifre di un'app di autenticazione (Google Authenticator, Aegis, 1Password e simili), attivato dal profilo in tre passi con il QR disegnato dal plugin stesso, senza servizi esterni; dieci codici di emergenza monouso; codice via email come alternativa facoltativa. I segreti sono cifrati nel database, con la costante LOBBIT_HARDENING_KEY per una chiave tua.
  • Obbligatorio per i ruoli scelti (gli amministratori, di serie) con un periodo di grazia; «ricorda questo dispositivo» per i giorni scelti; cinque codici sbagliati annullano l'accesso e contano per il blocco IP. Vale per ogni modulo di accesso che passa da WordPress, con la pagina del codice nello stile di WordPress.
  • Vie d'uscita: reset da un altro amministratore nella lista utenti, comando WP-CLI, costante in wp-config.php. Se un altro plugin gestisce già il secondo fattore (Wordfence, Two-Factor, WP 2FA e altri), la scheda chiede quale usare: uno solo per sito.
  • Eventi del secondo fattore nel registro (attivato, disattivato, reset, codice sbagliato, accesso con codice di emergenza) e notifiche email. Convivenza con Wordfence 9.0 verificata.

Versione 0.2 · 10 ottobre 2026

  • Scheda Accesso: limite ai tentativi falliti con blocco dell'indirizzo IP (di serie 5 tentativi in 15 minuti, blocco di 30 minuti), sulla pagina di accesso, su XML-RPC e sulle Application Password; blocco di un giorno dopo tre blocchi in 24 ore; indirizzi e intervalli mai bloccati con «Aggiungi il mio indirizzo IP». Indirizzo vero dietro Cloudflare o un proxy fidato, con il pannello che mostra cosa vede il plugin. Messaggi di errore generici all'accesso e nel recupero password, Application Password spegnibili, REST API solo per chi ha fatto l'accesso con i namespace da lasciare aperti.
  • Scheda Registro: accessi falliti, blocchi e sblocchi, amministratori da indirizzi nuovi, nuovi amministratori, plugin e temi installati, attivati o eliminati, in una tabella del plugin con filtri; gli indirizzi bloccati adesso con il pulsante «Sblocca»; pulizia automatica dopo i giorni scelti.
  • Scheda Notifiche: email all'amministratore o a un indirizzo scelto, un interruttore per tipo di evento; durante un attacco gli eventi dello stesso tipo escono insieme in un'email riassuntiva. Pulsante per l'email di prova.
  • Le email e la risposta di xmlrpc.php sono nella lingua del sito; le traduzioni passano dallo stesso meccanismo che usano WPML e Polylang.

Versione 0.1 · 10 ottobre 2026

  • Pagina Hardening con il suo menu, il riepilogo delle protezioni attive, il pulsante «Applica le impostazioni consigliate» e le schede Protezioni e Informazioni; tutto spento all'attivazione.
  • I primi otto interruttori: commenti spenti (nascosti, non cancellati), pingback e trackback fermati, editor dei file spento, blocco delle installazioni e degli aggiornamenti dalla bacheca con gli aggiornamenti automatici che continuano, XML-RPC spento, versione di WordPress nascosta, link RSD, Windows Live Writer e shortlink tolti, utenti nascosti ai visitatori.
  • Icona del plugin e traduzione italiana inclusa.

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