Cosa fa

Dalla pagina 404 alla cura giusta, in un solo plugin.

Da dove arriva il 404

  • Ogni visita a una pagina 404 riceve una di sei provenienze: link interni, motori di ricerca, altri siti, crawler, diretti, scansioni sospette.
  • Link interni: il visitatore ha cliccato un link rotto su una pagina del tuo sito, e il plugin dice quale.
  • Motori di ricerca: Google, Bing, DuckDuckGo, Yahoo, Ecosia e gli altri, e anche assistenti AI come ChatGPT e Perplexity. Un indirizzo vecchio è ancora nei loro risultati.
  • Altri siti: un link da un altro sito o da un social, con l'indirizzo della pagina che ti linka. Crawler: Googlebot, Bingbot e gli altri robot, per nome.
  • Diretti: nessuna pagina ha mandato il visitatore (indirizzo scritto a mano, segnalibro, app, email).
  • Scansioni sospette: robot che cercano punti deboli (.env, copie di wp-config.php, vecchi script, strumenti di amministrazione). Vengono contate ma restano fuori dall'elenco, perché non c'è niente da sistemare.

Pagine 404

  • I totali degli ultimi 7 o 30 giorni per provenienza, in riquadri che fanno anche da filtro.
  • Viste Da sistemare, Con redirect, Ignorati e Tutti, filtro per provenienza, ricerca e ordinamento per visite o ultima visita.
  • Per ogni indirizzo le visite per provenienza, la prima e l'ultima visita e le pagine, i siti e i crawler da cui arriva.
  • Azioni per riga e di gruppo: redirect alla home, ignora, elimina dal registro.

Dov'è il link rotto

  • Nei dettagli di un indirizzo, le pagine del sito che mandano i visitatori lì, ciascuna con il link «Modifica».
  • Il plugin cerca il link anche nei contenuti: articoli, pagine, voci di menu, blocchi di navigazione, parti di template e blocchi riutilizzabili.
  • Quando molte pagine mandano allo stesso indirizzo, avvisa che il link è probabilmente nel menu, nell'intestazione, nel piè di pagina o in una barra laterale.
  • Per un link rotto delle tue pagine la cura giusta è correggere il link: il plugin te lo dice prima di proporre un redirect.

Redirect

  • Con un clic alla home, dall'elenco o per molti indirizzi insieme.
  • Oppure a una pagina del sito scelta dall'elenco: il redirect segue la pagina quando cambia indirizzo.
  • Oppure a qualsiasi altro indirizzo, del sito o di un altro sito.
  • 301 (permanente) o 302 (temporaneo), con il conteggio delle visite reindirizzate. Nella scheda Redirect si aggiungono, si cambiano, si provano e si eliminano.
  • Un redirect vale solo finché l'indirizzo risponde 404: se pubblichi una pagina a quell'indirizzo, vince la pagina.

Tutti i 404 alla home

  • Un interruttore manda alla home ogni pagina 404 che non ha un redirect suo. È spento di default.
  • Accanto, l'avviso: Google tratta i redirect in massa alla home come pagine 404 («soft 404») e non passa alla home il posizionamento della pagina vecchia.
  • Le visite vengono registrate lo stesso, così vedi quali indirizzi meritano un redirect loro; le scansioni sospette restano 404.

Leggero e riservato

  • Nessun IP e nessun user agent salvato: solo l'indirizzo, la pagina o il sito di provenienza (senza i parametri dopo il ?) e il nome del crawler.
  • Una riga per indirizzo, non una per visita, e un totale al giorno per provenienza.
  • Gli indirizzi che nessuno visita da 90 giorni (o quanti ne scegli) escono da soli dal registro; i redirect restano.
  • Le visite dalla bacheca, quando apri un indirizzo dell'elenco, non contano.

Cache delle pagine

  • Con il registro acceso le pagine 404 non finiscono nella cache delle pagine (LiteSpeed Cache, WP Super Cache, WP Rocket e gli altri plugin che rispettano DONOTCACHEPAGE), così ogni visita viene vista.
  • Quando salvi un redirect il plugin svuota la copia in cache di quell'indirizzo in LiteSpeed Cache, WP Rocket e WP Super Cache: il redirect funziona subito.

Impostazioni

  • Registro acceso o spento e giorni di conservazione.
  • Registrazione anche degli indirizzi delle scansioni, se vuoi vederli.
  • Indirizzi da non registrare mai, uno per riga, come /favicon.ico; con l'asterisco finale tutta una cartella.
  • Svuota il registro, per ricominciare a contare dopo una grande sistemata. I redirect restano.
  • Eliminando il plugin si cancellano tabelle, impostazioni e pulizia programmata; disattivarlo non cancella nulla.

Assistenza

  • Nella scheda Informazioni, «Chiedi assistenza» apre il modulo contatti di questo sito già compilato: nome del plugin come oggetto e i dati del sito nel messaggio (versioni di plugin, WordPress e PHP, tema, lingua).
  • Il messaggio è in italiano se la bacheca è in italiano, in inglese negli altri casi: resta solo da descrivere il problema, e si può allegare uno screenshot.
  • Non parte nulla finché non premi Invia sul modulo; gli stessi dati si copiano anche con un tasto.

Schermate

Come si presenta, nella bacheca di WordPress.

La scheda Pagine 404 con i totali per provenienza e l'elenco degli indirizzi
Pagine 404: i totali per provenienza e gli indirizzi da sistemare, con da dove arrivano.
I dettagli di un indirizzo con il modulo del redirect e le pagine del sito che hanno il link rotto
Dettagli: «Dov'è il link rotto» indica le pagine da correggere, con il link «Modifica».
Un indirizzo vecchio ancora su Google reindirizzato a una pagina del sito
Un indirizzo vecchio ancora su Google: redirect 301 alla pagina che l'ha sostituito.
La scheda Redirect con il modulo per aggiungerne uno e l'elenco dei redirect con le visite reindirizzate
Redirect: aggiungi, cambia, prova ed elimina, con le visite reindirizzate.
La scheda Impostazioni con il registro, gli indirizzi da non registrare e l'avviso sui soft 404
Impostazioni: il registro, gli indirizzi da non registrare e l'interruttore «Tutti i 404 alla home», con l'avviso.
La scheda Informazioni con i dati del sito e il tasto Chiedi assistenza
Informazioni: i dati del sito pronti per la richiesta di assistenza.
La scheda Pagine 404 sul telefono, con i riquadri delle provenienze
Anche dal telefono, nella bacheca di WordPress.

Come si usa

Dall'installazione al primo 404 sistemato, in cinque passi.

1. Installa e attiva

Il plugin è nella directory ufficiale di WordPress.org. Nella bacheca di WordPress vai su Plugin → Aggiungi nuovo, cerca «Lobbit 404 Monitor», premi «Installa ora» e poi «Attiva»: nel menu compare la voce «404 Monitor», il registro parte subito e gli aggiornamenti arrivano dalla bacheca come per gli altri plugin.

In alternativa scarica lo zip dalla pagina del plugin su WordPress.org e caricalo da Plugin → Aggiungi nuovo → Carica plugin. Il plugin è scritto in inglese e la traduzione italiana arriva da translate.wordpress.org.

Pagina del plugin su WordPress.org

2. Parti dai link interni

Nella scheda Pagine 404 guarda per primi i link interni: sono link rotti delle tue pagine. Apri l'indirizzo, leggi «Dov'è il link rotto» e correggi il link nella pagina indicata con «Modifica». Se lo stesso indirizzo arriva da molte pagine, il link è nel menu o nel piè di pagina.

3. Reindirizza gli indirizzi vecchi

Per gli indirizzi che arrivano da Google, dagli altri siti o dai crawler, scegli la pagina che ha preso il posto di quella vecchia e salva un redirect 301: Google sposta l'indirizzo e chi segue il link vecchio trova la pagina giusta. La home è la soluzione rapida, quando una pagina sostitutiva non c'è.

4. Metti da parte quello che non serve

Un indirizzo che non vale la pena sistemare si ignora: esce dalla vista Da sistemare e resta in Ignorati. Le scansioni sospette sono solo contate; gli indirizzi che non vuoi registrare, come /favicon.ico, vanno nelle Impostazioni.

5. Torna a controllare

Ogni tanto riapri la scheda: i totali degli ultimi 7 o 30 giorni dicono se i 404 calano, e la scheda Redirect quante visite ogni redirect ha recuperato.

PHP: un altro dominio dello stesso sito conta come link interno

add_filter( 'lobbit_404_site_hosts', function ( $hosts ) {
	$hosts[] = 'shop.example.com';
	return $hosts;
} );

PHP: se usi un'altra cache, cancella la copia dell'indirizzo quando salvi un redirect

add_action( 'lobbit_404_purge_url', function ( $url ) {
	// $url is the full address, like https://example.com/old-page
	my_cache_purge_url( $url );
} );

PHP: cambiare la provenienza di una visita

add_filter( 'lobbit_404_classify', function ( $result, $request ) {
	// The uptime monitor counts as a crawler.
	if ( str_contains( $request['user_agent'], 'UptimeRobot' ) ) {
		$result = array(
			'source' => 'crawler',
			'detail' => 'UptimeRobot',
		);
	}
	return $result;
}, 10, 2 );

Le provenienze sono internal, search, external, crawler, direct e scan. L'azione lobbit_404_redirect_saved scatta a ogni redirect salvato, con indirizzo, destinazione e codice.

Su WordPress.org. Il plugin è pubblicato nella directory ufficiale di WordPress.org: si installa e si aggiorna dalla bacheca, gratis. Vai alla pagina del plugin

Cosa vede. Il plugin vede i 404 a cui risponde WordPress. Su molti server un file che manca dentro wp-content/uploads riceve il 404 dal server web, senza passare da WordPress: quelli non vengono registrati. La provenienza si legge dall'header Referer, che alcuni browser e siti non mandano: quelle visite contano come dirette.

Le licenze a pagamento dei plugin Lobbit seguono i Termini e condizioni di vendita.

Novità

Cosa è cambiato, versione per versione.

Le stesse voci del changelog del plugin, dalla versione più recente alla prima.

Versione 1.0 · 16 ottobre 2026

  • Prima versione.
  • Registro delle pagine 404 con sei provenienze: link interni, motori di ricerca (anche assistenti AI), altri siti, crawler, diretti, scansioni sospette. Per ogni indirizzo: visite per provenienza, prima e ultima visita, pagine del sito, siti e crawler da cui arriva. Nessun IP né user agent salvato; query string tolta dai link esterni.
  • Pagine 404: totali degli ultimi 7 o 30 giorni per provenienza, viste Da sistemare, Con redirect, Ignorati e Tutti, filtri, ricerca, ordinamento, azioni per riga e di gruppo (redirect alla home, ignora, elimina).
  • Dettagli: dove si trova il link rotto (articoli, pagine, menu, blocchi di navigazione, parti di template, blocchi riutilizzabili) con il link per modificarlo; avviso quando il link è probabilmente nel menu o nel piè di pagina.
  • Redirect 301 o 302 alla home, a una pagina del sito (segue i cambi di indirizzo) o a qualsiasi indirizzo; scheda Redirect per aggiungerli, cambiarli, provarli ed eliminarli; contatore delle visite reindirizzate.
  • Tutti i 404 alla home: interruttore spento di default, con l'avviso sui soft 404; le scansioni restano 404.
  • Impostazioni: registro acceso o spento, conservazione in giorni, registrazione delle scansioni, indirizzi da non registrare, svuota registro.
  • Cache delle pagine: i 404 non vengono messi in cache mentre il registro è acceso; al salvataggio di un redirect si svuota la copia in cache dell'indirizzo (LiteSpeed Cache, WP Rocket, WP Super Cache).
  • Scheda Informazioni con l'assistenza precompilata e il tasto Copia.

Domande o segnalazioni

Vuoi usarlo sul tuo sito?

Il plugin è libero (GPL) e si scarica gratis dalla directory di WordPress.org. Scrivimi per segnalare un problema, per una domanda o per farti aiutare a sistemare i 404 del tuo sito.